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Oggi la Scienza sa difenderci dal sisma

 

Isolamento alla base di strutture portanti

 

Documento aggiunto nell'edizione 2006 del Forum Italiano della Progettazione

 

…Se incomincia a vacillare anche l’unica parte dell’universo che è immobile e fissa, quella verso la quale tutte le cose tendono e nella quale hanno il loro punto d’appoggio, se la terra perde la stabilità che la caratterizza, come placare le nostre paure? Che riparo, che via di scampo ci sarà per gli esseri viventi? Dove ci sarà un rifugio al loro turbamento, se la paura nasce proprio dal suolo su cui camminano, dalle profondità della terra? "
Così Seneca, (Questiones naturales , libro VI), esprime l’angoscia dell’uomo di fronte al sisma.

 

Abbiamo una testimonianza eccezionale sul terremoto del 62 che colpì Pompei 17 anni prima che l’eruzione la seppellisse: un rilievo su marmo, incastrato nel larario della casa di un banchiere, dove è raffigurato il collasso del tempio di Giove Capitolino. Mostra, fermato nel marmo come un fotogramma di un film, sotto il frontone triangolare, lo scorrimento dell’architrave.
Questo moto interpiano, che gli americani chiamano drift, assume un ruolo decisivo nel danneggiamento degli edifici, perché può portare alla rovina i pilastri e con essi l’intera struttura. Esso è assolutamente da scongiurare, e fu a scopo apotropaico che il banchiere lo volle immortalato nel marmo, nel luogo del culto dei Lares, deputati a vegliare sulle fortune della casa e della proprietà.

 

 

Popoli di tutti i continenti hanno sperimentato lo sgomento di quei momenti: i vivi ritrovavano i morti sotto le macerie delle loro case, e pensavano in che modo sarebbe stato bene ricostruirle.

Le loro intuizioni, le loro sofferenze, li aiutarono nella ricerca.

A Creta strutture multicellulari pluriconnesse, dette labirintiche, contribuirono a frenare quel terribile Minotauro che era il sisma, mentre tra le pietre i costruttori inserivano tavole e perni di legno verde, per recuperare un po’ di duttilità, ad evitare che la fragilità le frantumasse al primo colpo.

Le Piramidi d’Egitto, con il loro volume massiccio, il baricentro basso, l’assenza di qualsiasi eccentricità, restavano indifferenti ad ogni sussulto della crosta terrestre.

Nell’Attica, nel Peloponneso, nella Magna Grecia, i templi dorici non poggiavano sulla roccia, perché uomini saggi li fermavano su sottili strati di sabbia, per ammorbidire i crudeli colpi del drago nascosto sotto la crosta rocciosa. (La Bibbia non ha sempre ragione).

Il Partenone poggia su uno strato di detriti del tempio raso al suolo dai Persiani.

Il cavallo di Troia aveva un pregio in più, che forse gli achei neppure immaginavano: quella sua leggera struttura lignea, il suo compatto volume, le ruote sulle quali poteva fluttuare su un suolo tremante senza esserne travolto.

 

Questa idea dello strato soffice, capace di isolare il fabbricato dal suolo, ricompare ripetutamente nella storia del costruire: ci fu chi pensò a strati di velli di lana, chi a letti di talco, e chi a strati di pallini di piombo.

 

In Italia, la Commissione incaricata di suggerire tecniche adeguate per la ricostruzione di Messina, istituita dal Governo nel 1909, introdusse il concetto di isolamento alla base, mediante strati di sabbia. Oggi l’isolamento alla base si diffonde in tutto il mondo: è considerato il mezzo più efficace di difesa antisismica.
Sabbia, talco o pallini di piombo sono sostituiti da dispositivi industriali ad alte prestazioni, nei quali sottili lamine di gomma si alternano a lamine d’acciaio. Si dispongono anche sotto edifici esistenti, tagliando uno ad uno tutti i pilastri, non senza emozione. Napoli può mostrare un esempio di applicazione che la pone all’avanguardia in Europa.

 

 

Sintesi del seminario

 

L’isolamento alla base di strutture portanti attraverso dispositivi in gomma costituisce un sistema valido e sperimentato per impedire che i moti vibranti del suolo vengano trasmessi alla struttura.

 

La drastica riduzione delle ampiezze e delle frequenze di vibrazione lascia così immuni da danni letali gli edifici provati dal sisma, come ormai dimostrato dai numerosi esempi realizzati dovunque.

 

Dopo una breve esposizione della genesi e delle caratteristiche distruttive dei moti sismici si illustrerà, fase per fase, la pratica applicazione di tale sistema in un importante edificio pubblico esistente, nel quale la messa in opera degli isolatori ha richiesto il taglio alla base di oltre 400 pilastri in cemento armato.

 

 

Relatore:
 

Prof. Ing. Renato Sparacio
 

Ordinario di Scienza delle Costruzioni
Università degli Studi di Napoli Federico II
 

Professore di Storia delle Tecniche Architettoniche
Università Suor Orsola Benincasa
 

difesa-sisma@forum-progettazione.it

 

 

 

con il patrocinio del:

Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori

 

 
 

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